Peruzzi Costumi d’arte. Costumi da sogno. Una tradizione di famiglia apprezzata dai grandi registi italiani e stranieri

Talento, cultura e tecnica, tre parole per descrive la chiave di un successo che prosegue dall’800 e con il passare del tempo si è fatto internazionale. La Peruzzi Costumi d’arte è un simbolo dell’artigianato made in Italy, una garanzia di qualità per il teatro, l’opera, il cinema e la tivù. Dalla sartoria romana sono stati confezionati abiti unici, cuciti per attori che hanno fatto sognare il pubblico di tutto il mondo. Costumi che hanno contribuito a sottolineare un’atmosfera, un’epoca, ad apostrofare un gesto, un’espressione d’artista fissandola nella memoria di chi guarda. L’esperienza della sartoria ha brillato ne “I duellanti” di Ridley Scott, Palma d’oro a Cannes nel ’77 e David di Donatello. Un premio meritato soprattutto per la cura dei dettagli e dei costumi di Tom Rand, che ha lavorato fianco a fianco con i maestri artigiani della Peruzzi per soddisfare l’esigente regista. L’ossessione di Scott per i particolari è ben visibile nei paesaggi, nelle luci, nei colori, veri e propri quadri di sapore preraffaellita che fanno risaltare un accigliato Harvey Keithel, avvolto nei pastrani scuri di un irriducibile ufficiale napoleonico, e un misurato quanto speranzoso Keith Carradine, aristocratico graduato fasciato da uniformi chiare e costretto a subire in ben 17 duelli il sorpassato concetto dell’onore del seguace di Napoleone. Sciabole reali, tessuti riprodotti secondo la trama delle stoffe d’epoca poi accantonate per soluzioni più favorevoli al movimento degli attori, ma comunque d’effetto, tutto il necessario per sprofondare il pubblico in una fedele ricostruzione dell’impero francese al tramonto. Il film girato 40 anni fa conserva intatto il fascino della prima uscita sugli schermi, è un capolavoro di bellezza frutto di un’importante collaborazione tra la produzione e la Peruzzi, che ha confezionato nel 2007 i preziosi costumi voluti dalla pluripremiata Milena Canonero per ‘I vicerè’ di Roberto Faenza. Sono davvero moltissime le joint venture dell’atelier con registi di primo piano, si va da “Gangs of New York” di Scorzese a “L’educazione siberiana” di Salavotores, dalla televisiva “Anna Karenina” alla serie “I Borgia”. Si potrebbe proseguire a lungo così come continua la tradizione sempre rinnovata della Peruzzi per dare le ali ai sogni.

 



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